Noi cittadini del Vallo di Diano

Agosto 22, 2007

Che si sappia!!

Archiviato in: Uncategorized — vallodidiano1 @ 9:57 am

Scarichi zootecnici provenienti da un allevamento di migliaia di suini da macello, riversati in terreni agricoli adiacenti il torrente La Marza e probabilmente smaltiti illegalmente. Accade tra San Rufo e Sant’Arsenio in località Bucariello, dove gli agenti del Corpo forestale sezione di Polla, guidati dal comandante Pietro Rubino, hanno apposto i sigilli ad un terreno di 5 mila metri quadri di proprietà di una nota azienda di allevamento di suini di Atena Lucana. I reflui zootecnici provenienti dai capannoni adibiti all’allevamento venivano riversati in terreni agricoli, in violazione delle norme vigenti sui rifiuti e sulla pratica di fertirrigazione. Tonnellate di reflui sono finiti nel mirino della Forestale e dei tecnici dell’Arpac Salerno che stanno analizzando i campioni dei reflui per stabilire il grado di inquinamento. L’azienda sorge a qualche centinaio di metri dal torrente “La Marza”, sottoposto a vincolo paesaggistico, e non si esclude che i reflui incriminati potessero raggiungere le acque del torrente ponendo a rischio la fauna acquatica che proprio nel tratto più a monte vede la presenza della trota. La zona interessata inoltre si trova a poche centinaia di metri dall’area incriminata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nell’operazione “Cernobyl”. E’ il secondo episodio nel giro di pochi giorni che una grossa azienda agroalimentare resti coinvolta nell’ambito di indagini per lo smaltimento di rifiuti. Qualche giorno fa, il sequestro ha interessato un terreno ricadente nelle prossimità di una nota azienda, ubicata sul rettilineo che congiunge San Pietro al Tanagro ad Atena Lucana. La preoccupazione sale per i cittadini del Vallo di Diano dopo i diversi episodi di inquinamento dei terreni agricoli riscontrati, a partire dall’operazione “Cernobyil”. E alcuni residenti del Vallo iniziano ad organizzarsi costituendo il Comitato promotore per la salute dei cittadini e denunciando con manifesti i rischi possibili, invitando pertanto la cittadinanza a denunciare e mobilitarsi per difendere la propria qualità di vita.  Ma non finisce qui, sembra che l’operazione Cernobyl abbia interessato una trentina di terreni e non solo nei comuni di San Rufo o San Pietro ma anche in altri del Vallo, come S.Arsenio, Polla, Teggiano. Cosa fare ?  Raccogliere firme, denunciare, costruirsi parte civile?  di certo la denuncia è importante se è vero che un episodio di moria dio pesci a Polla ha portato all’avvio dell’indagine della Procura dopo la denuncia di un cittadino. si accettano idee.

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