Il reparto Pediatria di Polla ha bisogno di tre medici per completare l’organico dopo che un dottore ha scelto la carriera privata e altri due sono andati in pensione. Ma la situazione non cambia da almeno un anno e per coprire i turni, durante la notte sono impiegati dottori dell’Ospedale di Sapri che giungono a Polla. La Regione Campania ha precisato che non bisogna assumere per i prossimi tre anni, dopo che per anni e anni gli sprechi soprattutto quelli pubblici sono stati invece all’ordine del giorno, senza cura per i cittadini. Ed oggi gli stipendi di direttori vari raggiungono cifre astronomiche. Certo l’ottica territoriale della distribuzione del personale va anche bene in una Asl grandissima con pochi cittadini, come la nostra. Una considerazione che tuttavia non può degenerare in assenza del servizio primario di assistenza sanitaria, come sembra stia realmente accadendo.
Ma c’è di più.
Dal 18 giugno i punti prelievo del sangue saranno sospesi in tutti i comuni a causa di nuove norme fiscali e contabili per evitare confusione nella ricezione dei proventi dai ticket tra il distretto sanitario di Sala Consilina e quello di Polla. I prelievi del sangue coordinati dal distretto sanitario finiscono nei laboratori di analisi dell’Ospedale di Polla e questo secondo il fisco potrebbe comportare anche una confusione di contabilità. Eppure per risolvere il problema basterebbe un centro unico per il ticket a cui però l’Asl Sa /3 non ha mai pensato .Così a causa di una deficienza da parte dell’ente pubblico si chiude il servizio a danno dei cittadini. C’è chi obietta che i punti prelievi non erano poi tanto affollati. Ma alcuni numeri sembrano significativi, come la ex clinica Fischietti di Padula (300 prelievi al mese). Sappiamo anche che i laboratori privati per una serie di analisi costano molto meno dei servizi pubblici, ma non è certo una buona notizia, piuttosto una grossa anomalia. In tutto questo, la Conferenza dei sindaci del territorio che dovrebbe monitorare e controllare il bene dei cittadini non ha alcun titolo in merito, puntualmente superata dai vertici Asl.
Per informazioni più precise
Dall’aprile 2006 le visite ambulatoriali del reparto di pediatria dell’ospedale di Polla, ma anche lo screening neonatale, le prove allergiche e gli studi sull’obesità sono sospesi. Nonostante le quasi 500 nascite annuali registrate a Polla contro le 300 circa di Sapri e le 400 circa di Vallo della Lucania, a Polla si lavora con 4 pediatri, a Sapri con 7 e a Vallo con 6. Un carico di lavoro base nettamente superiore, fronteggiato con numero minore di personale. Il bambino del Vallo di Diano insomma, pare essere più svantaggiato di quello di Vallo o Sapri. Ma la situazione di carenza personale è ormai cronica. Dal 1996 il reparto di Polla lavora con un’unità medica in meno (5 medici più il primario). L’assenza viene supportata da alcune ore di straordinario degli stessi medici. Dal 2000 e negli anni successivi l’attuale primario Giovanni Ippolito ha più volte fatto richiesta di integrazione sanitaria ma nel 2006, anziché il completamento, si assiste al ridimensionamento dell’organico. Nell’aprile e nel dicembre 2006, infatti, due medici vanno in pensione. Si passa così a tre medici più il primario. Per rimediare alla situazione di grave disagio, da gennaio a marzo 2007, il reparto ottiene dalla direzione dell’Asl Sa/3, la possibilità di procedere ad un progetto obiettivo. I medici cioè gestiscono in autonomia un determinato budget economico con cui garantire il servizio. Per farlo però, ogni medico ha svolto 60 ore di lavoro straordinario. A quanto pare l’accordo iniziale era che entro la fine del progetto, l’Asl avrebbe dovuto provvedere all’integrazione dell’organico. Così non è stato. L’Asl non può assumere nel 2007 perchè disposto dalla Regione Campania, ma nel 2006 quando la carenza era in atto, ha assunto in altri reparti e in alti ospedali. Dall’aprile di quest’anno la situazione è dunque peggiorata. La direzione sanitaria ha provveduto a tamponare i turni con personale da Sapri, ma operare in un reparto senza pianta stabile comporta una diminuzione della qualità. Manca inoltre la programmazione se si pensa che domenica prossima non si sa chi coprirà il turno. Eppure, nonostante tutto, il reparto fino al 2006 ha garantito indici sanitari di qualità, ottenendo un miglioramento del 30% nel rapporto tra quantità e qualità.
Commento di Salvatore — Giugno 14, 2007 @ 10:13 am